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Cenni storici e simboli religiosi a Musestre

Cenni storici

Musestre borgoGli insediamenti stabili a Musestre, centro che prende il nome dall’affluente del Sile che lo attraversa, anticipano di molto quelli di altri punti del territorio roncadese. A mantenere vivo il nucleo del paese contribuisce senz’altro, in epoca romana, la vicinanza di Altino e il passaggio della strada romana Claudia Augusta che collega la città alle Alpi.

A Musestre, nel 380, nei primi anni, cioè, della diffusione del cristianesimo in queste zone, sopra un ponte di marmo sul fiume vengono decapitati dagli ariani i santi Teonisto, Tabra e Tabrata.

Nei secoli successivi il paese segue le vicende di Altino e la rovina determinata dalle invasioni barbariche.

Il primo atto ufficiale della esistenza di Musestre risale all’anno 863 ed è il testamento del marchese del Friuli, Everardo, che qui ha la residenza.

Dall’influenza di Venezia, il feudo di Musestre passa, intorno all’anno mille, ai conti Collalto di Treviso per tornare alla Serenissima nel quattordicesimo secolo.

Del castello costruito nel nono secolo sulla riva del fiume, vicino alla confluenza tra Musestre e Sile, rimane oggi visibile una delle torri. E’ probabile che il castello sia stato costruito sui resti di una precedente fortificazione eretta dai bizantini, che controllavano le isole veneziane, a scopo di difesa contro le invasioni di Goti e Longobardi.

La chiesa parrocchiale di S. Ulderico è costruita sui resti dell’edificio trecentesco precedente; la sua inaugurazione risale al 1746. 

Fino ai primi anni del ‘900 i collegamenti tra Quarto d’Altino e Musestre sono assicurati del "passo", una barca-traghetto che fa la spola tra le due sponde del Sile. Il ponte della ferrovia Venezia-Udine risale al 1850; la struttura viene allargata per il raddoppio della linea all’inizio del nostro secolo. L’attività industriale a Musestre è caratterizzata, dai primi anni del ‘700, dall’attivazione di fornaci per la fabbricazione di laterizi.


I simboli religiosi

A ovest di Musestre, per chi entra in paese da via Treponti, il primo Capitello che incontra è quello della Sacra Famiglia, semplice nelle fattezze, ma significativo nel messaggio che offre. Per chi entrerà in questo territorio con la famiglia, questa potrebbe essere una prima tappa interessante. Proseguendo si può incontrare la "Vecia fornase" che ha conservato la sua originaria struttura.

Prima di giungere in paese si incontra il fiume Musestre. A sinistra, si trova la sede del Mulino. Di un mulino a Musestre si ha testimonianza già prima del 1000.

Sulla facciata dell'attuale mulino, in una nicchia ricavata sull'edificio, troviamo una prima storica testimonianza mariana del territorio: è la bella statua della B.Vergine di Fatima, benedetta il 09.09.1947. Proprio per la sua collocazione sul lato che costeggia la strada di accesso al paese, fu da subito un punto di riferimento; gli anziani ricordano che tutti gli uomini, compreso i meno devoti, passando in quel punto si toglievano il cappello, in segno di rispetto.

A destra si vedono le antiche "porte delle chiuse" che servivano per superare il dislivello del fiume e permettere alle barche di risalirlo.

Questo scorcio sul fiume è uno dei vari angoli molto suggestivi del territorio. Poco oltre vi è la "Torre", ciò che rimane del Castello di Musestre, da dove, nel 867, Everardo, Marchese del Friuli, fece testamento. 

Tra il '700 e l'800, sorgono inoltre, vicino al cetro del paese, alcune ville private che conservano tutt'ora il loro fascino.
Chi invece entra a Musestre, da nord, per la via omonima, incontra l'antico Capitello di s.Antonio, che si è conservato con la sua struttura originaria.

Giungendo nel centro storico del paese incontriamo la Chiesa parrocchiale che sorge là dove il fiume Musestre si incontra con il Sile, offrendo un'incantevole scenografia naturale.

Chiesa Parrocchiale di Ca'Tron

CHIESA della BV IMMACOLATA in CA’TRON

CHIESA CATRON 01In località Burano rimane la testimonianza di una cappella del '700, ora destinata ad altro uso. Prima della Grande Guerra, fu costruita dapprima laCanonica e poi la Chiesa parrocchiale attuale, posta volutamente al centro geografico del territorio.

Nella parrocchiale si conserva la pregevole Pala dell'altare maggiore, della fine del settecento e la delicata statua della B.V. Immacolata.

La statua di S.Antonio, in gesso, recentemente restaurata e posta a lato della Pala proviene invece dalla Chiesetta del Bagaggiolo. Quest'ultima fu eretta in quel posto nel 1914 per evitare, ai residenti, di doversi recare nella Chiesa di Musestre, che dista 6 Km. Era stata dedicata a "s.Teonisto, Tabra e Tabrata e alla Beata Giuliana di Collalto". Fu benedetta il 21 novembre 1915.

Ora al suo posto, a tener viva la memoria religiosa, è sorto un piccolo e grazioso capitello mariano.

Questo splendido anfiteatro ambientale, segnato dallo scorrere lento delle sue acque, dal silenzio della natura che anima il carattere gioioso e socievole della sua gente, gente che ama le proprie radici e che cerca di mantenere inalterato il gusto della tradizione popolare ed il piacere dell'ospitalità e dell'incontro, sarà lieto di accogliervi anche nelle future manifestazioni religiose, culturali e folkloristiche.

Il paesaggio che caratterizza Ca'Tron è tipicamente rurale.

Le parole non servono per descriverlo: una tavolozza di colori che offre paesaggi capaci di stupire gli occhi ed il cuore. Basta distendere lo sguardo all’infinito per scoprire un territorio fertile, ricco d’acque, di case coloniche, di flora e fauna che si sposa con il carattere semplice e ospitale degli abitanti.

Il rinvenimento di reperti archeologici testimoniano la presenza di insediamenti umani già in epoca pre-romana. Tracce del suo lontano passato sono ancora evidenti nella centuriazione romana della sua campagna e nel ritrovamento della Via Annia, fatta o sistemata da Tito Annio Lusco attorno al 150 a.C., importante via di comunicazione che univa Padova ad Aquileia.

Il territorio, divenuto proprietà della nobile famiglia veneziana dei Tron, che ha dato i natali ad uno dei grandi Dogi della Serenissima, ne conserva il nome. I Tron succedono ai Conti Collalto di Treviso, che, in epoca medievale, oltre a questo territorio erano proprietari di buona parte del Trevigiano. 

Vari furono i successivi proprietari tra cui il cav. Emanuele Finzi (dal 1875 al 1881) che con una primitiva idrovora permise una considerevole bonifica di queste campagne, e i Padri Armeni o Mechitaristi, che, pur non essendosi integrati con la realtà e la sensibilità della gente, comunque apportarono dellemigliorie sia al sistema di scolo idraulico dei campi, con scoline e capofossi, sia con la costruzione di nuove abitazioni coloniche, lungo tutto il rettilineo della attuale via Nuova. 

veduta-aerea-ca-tron-2Dopo ulteriori avvicendamenti, negli anni settanta il territorio della Tenuta Ca’Tron venne gestito dall’Ospedale civile di Treviso, Ca’ Foncello, fino alla cessione, nel 2000, alla Fondazione Cassamarca. Quest’ultima ha attuato una serie di iniziative rivolte allo sviluppo produttivo, ambientale e culturale di Ca’ Tron che, oggi, rappresenta anche un interessante centro aziendale (con una vastissima aia) al quale è contiguo un suggestivo parco con laghetto.

Chiesa B.V. della Salute

CHIESA della BEATA VERGINE della SALUTE

Lasciato il centro di Musestre, proseguendo lungo la via Principe, nei pressi del luogo dove furono martirizzati i ss. Teonisto, Tabra e Tabrata, si trova laChiesetta della Beata Vergine della Salute.

Lì vicino, fin dalla metà del 1200, sorgeva un sacello dedicato a s.Pietro, fatto abbattere dal Radaelli nel 1830. Il Santo venne tuttavia ricordato nell’affresco del timpano dell’attuale Chiesetta.

La devozione deve essere stata ben presente visto che è ritratto anche nella Pala dell’altare maggiore della parrocchiale. Questa devozione a s.Pietro è probabilmente legata proprio al martirio di questi primi martiri.

L’attuale Chiesa della B.V. sorge dove prima esisteva un antico Oratorio, che Gianbattista Radaelli, proprietario del fondo voleva far demolire. Lo storico F.Fapanni riporta la memoria orale secondo la quale il muratore che si accinse a quest’opera fu per tre volte impedito da un forte vento che, la terza volta, addirittura lo accecò; dacchè si dissuase dal demolirlo. Di lì a poco, la popolazione tutta, dopo essersi votata a Maria, su incitamento del giovane e zelante Parroco d.Giovanni Gonzo, uscì indenne dall’epidemia di colera, del 1836.

Radaelli collaborò allora alla nuova vita della Chiesetta. Così scrive al Parroco:”Al pregiatissimo sig. Parroco di Musestre- Poiché l’autorità Politica dietro alle di Lei istanze il tanto desiderato permesso di ampliare il Capitello, anzi di cangiarlo in Santuario, io parimenti sono pronto a mantenere le fattele promesse; ed edifichi pur il Tempietto dandosi il pensiero di metter all’ordine il restante che occorre, e mi creda –Roncade, lì 29 gennaio 1837- dmo Servo Giobatta Radaelli”.BVS 03

Il 9 Giugno 1842 dona l’edificio e il terreno annesso alla Chiesetta.

A lato dell’attuale altare vi sono due quadri che il pittore Luigi Rincicotti ha voluto regalare alla chiesetta. I quadri rappresentano la “Natività” e la “Deposizione”.

Nel 2004, davanti al presbiterio, è stata posta una cancellata realizzata dall’Artista Marsura.

Per essere coerenti con la motivazione ispiratrice della Chiesetta si è provveduto all’abbattimento delle barriere architettoniche con l’inserimento di un pregevole mosaico, alla realizzazione del bagno attrezzato anche per i disabili, e alla sistemazione della fontana del pellegrino.

 

 La Chiesetta della B.V. della Salute

è’ aperta tutti i giorni dal mattino al tramonto.

Vi si celebra ogni settimana la S. MESSA

il GIOVEDI’ alle ore 15.30

 

Chiesa Parrocchiale di Musestre

CHIESA di SAN ULDERICO VESCOVO in MUSESTRE

Le mappe del '600 evidenziano che la prima Chiesa era posizionata lungo l'asse nord-sud, così da rivolgere la facciata principale al fiume Sile.

L'attuale, settecentesca, volge, invece, la facciata principale al fiume Musestre, visto che la via fluviale era diventata molto importante.  All'interno i cinque altari marmorei, della prima metà del '700, evidenziano la capacità di coniugare l'elegante sobrietà con la ricerca dell'armonia architettonica.

Ne sono un esempio la Pala del Patrono, sull'altare maggiore, e il delizioso complesso ligneo dell'Organo, datato 1771.

La Pala di s.Valentino, evidenzia la grande devozione per questo Santo di cui si conserva un antico reliquiario datato 1678, dono della Badessa Grazia Contarini.

Sotto l'altare maggiore, c'è la statua del Cristo deposto, della fine del '700, umile nelle fattezze, eppure capace di toccare il cuore.

Le due vetrate artistiche sono state realizzate nel 2004, sul disegno del Pittore Angelo Fassina.

La prima raffigura i tre santi Teonisto, Tabra e Tabrata, martirizzati dagli Ariani qui a Musestre il 30 ott. 380, sull'antico ponte "marmoreo" che qui attraversava il Sile. Sono i primi Martiri della Diocesi di Treviso. Per i volti ci si è ispirati agli altorilievi dell'altare del crocifisso, del Duomo di Treviso, che ne custodisce le reliquie.

La seconda mostra il Patrono, s.Ulderico, che poggia i piedi sull'antica strada romana Claudia Augusta Altinate.        

All'esterno della Chiesa parrocchiale c'è la miniatura della Chiesetta della B.V. della Salute. L'opera, inaugurata nel giugno 2005, è dell'Artista Gobbetto Mario. E' stata realizzata con una miscela di cemento e ossido di ferro, che la rende simile al marmo. Sul piedistallo sono raffigurati i SS. Teonisto, Tabra e Tabrata. Poggia su un grande masso di roccia, che, al pari di quello per il s.Francesco e per la Statua della B.V. dell'Asolto, sono stati donati dalla ditta Teston.
Poco oltre, il Capitello della B.V. di Fatima, con il piazzale a forma di grande scacchiera. Angolo suggestivo lungo il fiume Musestre.

La Statua fu acquistata ad Ortisei per l'anno mariano del 1954 dal Parroco d.Eugenio Florian.

Davanti la Canonica , essa pure presente già nelle mappe del '600, c'è una bella statua di S.Francesco. Stupisce il grosso tronco di Cedro Africano.

A questo insigne Vescovo furono intitolate varie Chiese nelle Diocesi del Nord Est d'Italia. Una di queste fu anche la nostra parrocchia di Musestre. Questa affiliazione avvenne già attorno al mille, in ossequio all'Imperatore Ottone III, in quanto Musestre era attraversato dall'antica strada romana, la Claudia Augusta Altinate (iniziata da Claudio Augusto attorno al 15 a.C.), che congiungeva la vicina Altino (che dista in linea d'aria tre chilometri) con la città di Augusta, patria del Santo. L'imperatore Ottone III, re di Germania, regnante dal 995 fino al 1002, ottenne dal vescovo di Treviso di intitolare una pieve al nuovo santo Vescovo di Augusta, da poco proclamato santo (993).

Nell'arco dei secoli, nella parrocchia di Musestre la devozione al Santo si è manifestata in vari modi: dapprima con la realizzazione di una Pala per l'Altare maggiore, raffigurante la gloria di s.Ulderico vicino a s.Pietro e s.Antonio Abate; nel 1922 è stata acquistata una pregevole statua lignea, raffigurante il Santo con in mano il pesce sopra la Bibbia; e nel 2004 e stata realizzata una vetrata artistica che lo raffigura in vesti liturgiche sopra la strada romana la Claudia Augusta Altinate, su disegno del pittore Angelo Fassina.

Inoltre, sempre nel 2004 l'Amministrazione Comunale di Roncade, ha voluto intitolare una nuova via del paese al Santo.
Da alcuni anni, infine nei giorni antecedenti e seguenti al 4 luglio viene fatto il "Palio di s.Ulderico" con diverse iniziative spirituali, culturali e folkloristiche.

 

Biografia di S. Ulderico

musestre-statuauldericoNasce nell'890 da Hupaldo della famiglia dei Conti di Kirpurg di Dillingen e da Thetpirga.

Lo zio Adalberone è il vescovo e principe di Augusta e sarà lui che curerà la formazione del giovane chierico Ulderico, allorché mortogli il padre è costretto a rientrare ad Augusta, dopo aver trascorso gli anni dell'adolescenza nel famoso monastero di San Gallo in Svizzera.

Dell'esperienza trascorsa tra i benedettini Ulderico conserverà sempre un ottimo ricordo e la sua vita rimarrà sempre improntata allo stile tipico voluto da San Benedetto l'"ora et labora".

Lo zio vescovo Adalberone, descritto negli annali come "personaggio assai dotto, distinto cultore dell'arte della musica, magnifico e potente principe che condivide con il re di Germania il peso del governo dello stato", nell'anno 908 avvia il nipote al sacerdozio, affidandogli l'amministrazione dei beni privati e pubblici del vescovado e dandogli modo di terminare gli studi intrapresi nel monastero.

Ulderico si dimostra particolarmente zelante e saggio, di grande disciplina e di fine spiritualità, meritandosi fin da subito, la stima della sua gente.

Nel primo anno di sacerdozio chiede ed ottiene dallo zio di potersi recare, pellegrino, a Roma. Durante la permanenza nella città eterna apprende la notizia della morte dello zio Adalberone. Per Ulderico è come perdere per la seconda volta il padre, tanto gli era affezionato. Il papa Sergio III°, estimatore del vescovo appena scomparso, desidererebbe nominare Ulderico quale successore nella cattedra episcopale di Augusta, carica che Ulderico rifiuta garbatamente sia per umiltà sia per la consapevolezza della propria giovane età e della responsabilità che questo onere avrebbe significato.

Il pontefice, accettando il diniego, profetizza tuttavia a Ulderico che ciò che oggi rifiuta gli sarà comunque affidato in avvenire con l'unica differenza che probabilmente in avvenire troverà la diocesi in una situazione molto più difficile ed economicamente più povera di quanto non lo sia al presente.

Per quattordici anni Ulderico rimane in disparte, accudendo alle necessità della sua famiglia e prendendosi cura della madre e dei beni paterni, fino a che nel 923, alla morte del vescovo Hiltino, all'età di trentatre anni, la popolazione di Augusta e lo stesso re di Germania Enrico I° (l'Uccellatore) lo designano Vescovo; la consacrazione avverrà il 28 dicembre di quello stesso anno.

Da quel momento e per cinquanta anni Ulderico sarà l'insigne custode sia del cammino spirituale della popolazione e del clero, sia il difensore coraggioso e avveduto della città di Augusta e del territorio limitrofo.

La sua opera di zelante Pastore della Diocesi fu stimata e apprezzata, ma a questa ben presto si dovette aggiungere anche una sapiente opera di mediazione e di lungimiranza politica. Le tensioni tra il re di Germania, Ottone I, e suo figlio Luitolfo, duca degli Alamanni, che vorrebbe usurpare il trono del padre, trovano in Ulderico un fedele e coraggioso difensore della legittimità del re, subendo così le ire del duca che spedisce il conte palatino Arnoldo contro il Vescovo e la città di Augusta. Alla fine Arnoldo ebbe la peggio e la accorta diplomazia di Ulderico ottenne la conciliazione tra il re Ottone I e suo figlio, che avvenne ufficialmente a Illertissen nel 954.

Appena in tempo per prepararsi a una minaccia ben più sanguinosa: l'avanzata delle orde barbariche degli Ungari.

Anche in questa vicenda il santo Vescovo si pose al fianco della propria gente ottenendo sia la sconfitta dell'avversario, ma soprattutto facendosi carico della cura delle ferite fisiche e morali del suo popolo, mettendo a disposizione della Diocesi i propri beni per la ricostruzione di quanto era stato distrutto, e soprattutto per la cura degli orfani e degli indigenti.
Ulderico celebrò quella vittoria con un pellegrinaggio a Roma sulla tomba degli Apostoli, come aveva fatto appena sacerdote e come rifarà ormai ottantunenne, l'anno prima della sua morte. Le tombe dei martiri di Roma e la figliale devozione per il successore di Pietro, dimostrarono, se ancora ci fosse stato bisogno quanto grande e quanto profonda era in lui la consapevolezza di essere un umile strumento di Dio incasellato dentro una Chiesa cattolica alla quale egli volle donare il meglio di sé.

La fama della sua santità deve essere stata ben fondata se alla sua morte, avvenuta il 4 luglio del 973 la gente cominciò subito a chiedere ed ottenere grazie attraverso la sua intercessione, tanto da convincere il vescovo Luitolfo, suo terzo successore alla cattedra di Augusta, ad intraprendere una operazione allora inusuale: la raccolta ponderata e verificata di tutti i miracoli e i prodigi che venivano attribuiti alla intercessione di Ulderico. Questo materiale fu portato a Roma e sottoposto il 31 gennaio del 993 al vaglio del Pontefice, Papa Giovanni XV, e dei Cardinali riuniti nel Sinodo Lateranense. Dopo la lettura e la valutazione di quanto esposto, con il parere positivo del Santo Padre, dei Cardinali e dei Diaconi e Arcidiaconi presenti, di lì a qualche giorno, il 3 febbraio, venne proclamata, con una Bolla pontificia, la santità di Ulderico. E' stato il primo santo ad essere proclamato dopo un "processo" canonico, e da quel momento ogni altra canonizzazione seguirà questo iter.

(Tratto dalla biografia "San Uldarico, Vescovo di Augusta", di p.Aniceto Martini, O.F.M., ESCA editrice, VI, 1966)

Culto e processioni alla BVS

CULTO E PROCESSIONI alla BVS

BVS 02Fin dal 1837, ogni quarta domenica dopo la Pentecoste, viene fatta una solenne Processione con la Statua della Vergine, portata dalle donne. Da vari anni, tutta la settimana antecedente è ricca di iniziative spirituali e culturali atte ad approfondire la devozione mariana. 

La devozione mariana che c'è attorno a questa chiesetta della B.Vergine della Salute è facilmente spiegabile. E' situata a duecento metri dal luogo dove il fiume Musestre si riversa nel fiume Sile, lambendone la riva, creando così un ambientale davvero suggestivo.

Durante il periodo della Serenissima, il fiume Sile veniva usato, quale via privilegiata, sia dalle imbarcazioni cariche di mercanzie sia da quelle dei "lavanderi" (imbarcazioni cariche di biancheria da far lavare, in quanto lungo le rive del Musestre si era andata organizzando una attività lavorativa ben organizzata di questo genere che contribuì non poco allo sviluppo di questi luoghi). Questo collaborò molto a diffondere nel territorio trevigiano e certamente in questo luogo la fama del ben più grande e famoso Santuario della Madonna della Salute di Venezia. Va ricordato che il vicino territorio di Ca' Tron deve il suo nome proprio a uno dei primi Dogi di Venezia che qui avevano i loro latifondi, da cui ricavavano tra l'altro il legname per la costruzioni delle imbarcazioni.

Allorché il colera del 1836, lambì i territori del roncadese, creò panico e disperazione, fu facile per la gente semplice di questi luoghi riversare la propria devota preghiera in Colei che Cristo stesso, ai piedi della croce, ci ha indicato come Madre. Ricordiamo questa data, solo per il fatto che l'attuale Oratorio della B.Vergine della Salute fu restaurato in occasione della grazia ricevuta in quell'anno, ma la devozione a Maria c'era anche prima e ne è testimone sia il fatto che nella Chiesa parrocchiale erano addirittura due gli altari dedicati alla Vergine sia dalla presenza della chiesetta della cosiddetta "Colombina", che sorgeva là dove ora c'è l'attuale Oratorio mariano. 

Presente già nelle cartografie del sedicesimo secolo veniva ricordata con l'appellativo di "Chiesetta della Colombina" perché, secondo la tradizione orale, vi si trovava raffigurata oltre alla Vergine lo Spirito Santo rappresentato con le sembianze di una colomba, secondo una delle iconografie classiche.

L'attuale chiesetta non è nient’altro che la risistemazione, ampliata e abbellita proprio di quella chiesetta che il proprietario Gian Battista Radaelli, dopo aver desistito dal desiderio di abbatterla, decise di donare alla Parrocchia di Musestre, visto che l'allora Parroco, don Giuseppe Gonzo, stimandola luogo idoneo e confacente allo scopo, mentre si susseguivano i casi di contaminazione al colera, aveva organizzato, in tre domeniche consecutive, una solenne processione dalla Chiesa parrocchiale a quella stessa Chiesetta. Una volta ottenuta la grazia della completa guarigione delle persone colpite dal colera, alla fine dell'epidemia, ottenne dal Vescovo di allora Mons. Soldati, di poter risistemare la Chiesetta, abbellendola e ampliandola, e da quel momento divenne per tutti l'Oratorio della Beata Vergine della Salute.
A questo fatto prodigioso, che è all'origine della Solenne processione che a tutt'oggi si compie nella quarta domenica dopo Pentecoste, se ne aggiunsero ben presto degli altri. Ciò che certificò, nell'immaginario collettivo, la convinzione che in questo luogo si poteva impetrare la grazia, a favore della salute non solo spirituale ma anche fisica, fu la guarigione di uno storpio, che ottenuta la completa guarigione, lasciò lì, a testimonianza futura, la sua stampella. A quella se ne aggiunsero nel tempo molte altre che poi, ahimè, a metà dello scorso secolo vennero perché ritenute testimonianze obsolete, anche se i più anziani del paese ne conservano il ricordo.

Parallelamente si diffuse la tradizione di affidare alla statua qualche monile prezioso, ogni qual volta si fosse ottenuta la grazia richiesta e questo con il tempo fece nascere una necessità di una teca con i cosiddetti "ori della Vergine", in parte alienati negli anni sessanta per motivi di sicurezza.

La tradizione tuttavia continua e non è raro che qualche devoto lasci una testimonianza della propria riconoscenza, anche se per vari motivi sia pastorali che di sicurezza si è scelto di lasciare la statua priva di qualsiasi monile prezioso. 
Per chi non è originario di questi luoghi vale la pena ricordare che nei pressi di questa Chiesetta mariana, a circa centocinquanta metro da qui, sopra il ponte che da Altino portava a Musestre, lungo la strada Claudio Augusta, nel 380 d.C. furono martirizzati i primi tre martiri della Diocesi di Treviso: i ss.Teonisto, Tabra e Tabrata. Sembra si debba infatti ricondurre a questo fatto la devozione che qui ci fu per s.Pietro, quasi a sottolineare il legame spirituale tra il martirio di questi tre santi e il sangue versato dagli apostoli e tra questi da colui che Gesù volle come capo della Chiesa.
In linea d'aria appena tre chilometri distanziano Musestre da Altino, primo centro spirituale cristiano di questa terra veneta, luogo da cui erano partiti i tre santi prima di essere qui martirizzati dagli Ariani. Certo è che nei pressi di quel luogo fin dal dodicesimo secolo si ha la testimonianza della presenza di un Capitello votivo dedicato a s.Pietro e guarda caso, allorché viene demolito (non se ne conosce la data precisa, anche se nel 1836 sembra ancora esistente) si ritrova il ricordo del santo nel disegno che un anonimo ha fatto nel timpano della Chiesetta della Salute, una volta rinnovata. Quasi a dire che la devozione di s. Pietro è rimasta ben viva fino a che, per motivi devozionali ed affettivi, non ci si è orientati sulla devozione a Maria. Non va dimenticato inoltre che nella Pala dell'Altare maggiore della Chiesa parrocchiale di Musestre (secondo alcuni del '700, secondo altri addirittura della fine del '500) oltre al Patrono s.Ulderico viene raffigurato proprio s.Pietro, ad indicare che tra questa gente, nel tempo, è sempre stata ben radicata la devozione per il "princeps apostolorum".

Sembra probabile perciò che ci sia stato un "Continuum" per nella discontinuità: attraverso i martiri s.Teonisto, Tabra e Tabrata si è approfondito il culto per s.Pietro che poi ha lasciato il posto, almeno nella devozione popolare più semplice alla Vergine, vista nel nel suo versante di " Madre" con tutti i risvolti spirituali e psicologici che questo determina. 
Possiamo dire che la devozione mariana continua inalterata nel tempo e anzi si alimenta di nuove sfumature. Dal punto di vista liturgico rimane inalterata la bella tradizione della solenne Processione della sacra immagine della Vergine; oggi tuttavia non viene più portata solo dalle ragazze vergini, come un tempo, ma anche da donne sposate e da mamme per sottolineare ancor più e meglio sia la verginità sia la sponsalità come pure la maternità di Maria, titoli ugualmente compresenti nella Madre di Dio.

La realizzazione di una cancellata artistica ha poi permesso in questi ultimi anni di lasciare aperta tutti i giorni la Chiesetta, con l'inevitabile vantaggio per la gente di potervi recare in qualsiasi momento.

Da sei anni inoltre ogni giovedì pomeriggio viene celebrata una santa messa alla quale c'è sempre un nutrito gruppo di fedeli. Da tre anni si è potuto ampliare i festeggiamenti anche alla settimana antecedente, cosicché dalla terza domenica dopo pentecoste alla successiva, dove viene fatta la tradizionale processione, si svolge ogni sera una s.Messa con predicazione a tema, che si sta connotando come un piccolo corso di esercizi spirituali per laici. Cosa che di anno in anno sta riscuotendo un'ottima adesione.

Naturalmente i mesi di ottobre e di maggio, che tradizionalmente sono vissuti come mesi mariani si arricchiscono di iniziative spirituali atte a valorizzare questo luogo di preghiera, in modo particolare con la recita del Rosario alle ore 15.00.
Da qualche anno poi, grazie anche alla generosità del volontariato è stato possibile realizzare una serie di opere che pur nella loro specificità realizzano costituiscono quasi un "unicum" pur nella singolare originalità: nel 2003 è stato realizzato, in stile romanico, un piccolo sacello, intitolato alla B.V. dell'Ascolto, dopo che per due anni consecutivi era stato portato lì quotidianamente un cero della B.V.della Salute per impetrare una grazia invocata da tutta la parrocchia. Questi due luoghi, aperti durante tutta la giornata, offrono al pellegrino quasi due argini per lo stesso obiettivo: offrire un luogo di silenzio e di preghiera per accostarsi a Dio accompagnati dalla presenza di Maria.

Recentemente, vicino alla Chiesa parrocchiale, è stato possibile, grazie alla squisita bravura di un artista locale, posizionare la miniatura della Chiesetta della B.V. della Salute, cosicché anche chi non è ancora a conoscenza di questo piccolo Oratorio mariano, viene felicemente incuriosito, suscitando così il desiderio di visitare l'originale. 
In questi ultimi anni la Chiesetta della B.Vergine della Salute e gli altri luoghi mariani del territorio sono sempre più cercati e amati. 

Di tutto ciò la comunità cristiana ringrazia e di anno in anno si ritrova sempre più coesa attorno a questo dono di grazia che ha ereditato dalla fede dei predecessori. Ora le due Parrocchie sorelle di s.Ulderico Vesc. in Musestre e di s.Maria Immacolata in Ca' Tron hanno perciò adibito le loro strutture parrocchiali e i loro luoghi di preghiera per ospitare chi, singolo o piccolo gruppo desidera venire a vivere un momento di preghiera in questo territorio. Una cosa è certa: le grazie che il Signore ha voluto elargire anche attraverso l'intercessione di Maria non sono un dono esclusivamente per chi ne è il beneficiario, ma diventano un segno e una grazia per tutta la comunità cristiana e questo, riempiendoci di gioia, ci invita ad un rinnovato zelo apostolico.

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